Dalle lettere dalla Turchia per il Natale 2001 di don Andrea Santoro, sacerdote “fidei donum”, martire della Chiesa di Roma.
Carissimi, […] partendo dal fatto che ci è capitato di vivere momenti difficili vorrei soltanto condividere con voi alcuni pensieri sul Natale. In realtà il pensiero è solo uno: la “verità” del Natale nei modi concreti in cui è avvenuto. “Veramente” Gesù è nato in quel modo, in quel luogo, in quelle circostanze. “Veramente”: cioè qualcosa di “reale” che ha toccato la “realtà concreta” del suo corpo e della sua anima.
Gesù è nato al freddo davvero, davvero era notte, davvero c’era l’odore cattivo degli animali, davvero Maria e Giuseppe per proteggerlo hanno dovuto fare salti mortali. Per davvero avevano dovuto obbedire ad un ordine scomodissimo d’un imperatore e muoversi a centinaia di chilometri a pochi giorni dal parto. Per davvero non avevano trovato posto nelle case e negli alberghi. Per davvero Maria dovette partorire in queste circostanze. Per davvero furono avvolti nella povertà, nella solitudine e nell’incomprensione.
Per davvero si chiesero: perché tutto questo? Perché tanta cecità e insensibilità? Gioirono per la nascita di Gesù, si scambiarono con un semplice sguardo tutti questi interrogativi, pregarono, fissarono gli occhi sul mistero di quel bambino spoglio della gloria divina e privo di alcuna gloria umana. A guidarli in questo mistero furono il canto degli angeli, l’arrivo dei Magi e la venuta dei pastori che lo acclamavano Salvatore. Proprio nascendo in “quel modo” Gesù diventava il Salvatore degli uomini! Era tutto chiaro!
L’avidità, l’orgoglio, Io spirito di dominio, la dimenticanza di Dio e l’idolatria delle creature potevano essere vinti solo da questo tuffo nell’umiltà. Proprio inabissandosi nel buio Gesù liberava il mondo dall’abisso delle sue tenebre. “Scendendo” Gesù percorreva al contrario la salita dell’ambizione umana. Quando è dato anche a noi di inabissarci nel buio o di sentire l’umiliazione della discesa, ricordiamocelo. È allora il momento della nostra salvezza. E se ci è data la grazia di sentire il desiderio di inabissarci nel buio e nell’umiliazione dei nostri fratelli ricordiamoci che è la chiamata a condividere con Gesù l’opera di salvezza. Buio, umiliazione, solitudine sono però cose concrete che fanno male, come fecero male “davvero” a Gesù quella notte. Ma sia a Lui, che a noi procurano la “perfetta letizia” e la perfetta redenzione dei nostri fratelli. Vi auguro questa perfetta letizia per ognuno di quei momenti oscuri che vi capita o vi capiterà di attraversare.
Buon Natale dalla Turchia.
Un saluto ad Ivana, presa da "nostra sorella morte corporale" a 51 anni. Una donna dolce e e forte che non amava alzare la voce, la cui fede era fatta di semplicità e fiducia. Ha amato tanto san Francesco, imparato ad amare da fra Carlo Carretto. Ha amato nostro Signore, ed anche se non capiamo come funzionano queste cose sappiamo che ci è vicno. Ha amato i ragazzi ed i bambini che ha seguito come catechista. Mi ricordo quando veniva nei giorni di tempop bello alla messa a Campoli a piedi raccogliendo fiori di campo, li a Campoli siamo a 5 minuti dal paradiso adesso Ivana sei a cinque minuti da noi un passo più avanti.
Con affetto e gratitudine
Alle
03/12/2006
Beh Don Cuba, grazie per l'affetto e la simpatia che hai avuto verso di me e dell'aiuto in momento difficile per la vita della mia parrocchia!!!